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16-09-06

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Cenni Storici di Giba e di alcuni paesi del Basso Sulcis

GIBA: L'avvicendarsi delle fasi storiche ha lasciato delle tracce indelebili, molte ancora da scoprire. A partire dal III millennio a.C. troviamo la Domus de Janas (necropoli), dal II millennio una miriade di nuraghi, tra cui la fortezza del Nuraghe Meurra (12 secoli a.c.), attorniato dal villaggio e dalle Tombe dei Giganti (luogo di sepoltura collettiva). Non mancano le tracce del passaggio dei Fenici, dei Cartaginesi e dei Romani, grazie anche alla posizione geografica, trovandosi sulla via di comunicazione tra Karalis (Cagliari) e Sulcis (Sant'Antioco) in linea di massima l'attuale s.s. 195 Sulcitana. Nel periodo Bizzantino ha sofferto come numerosi centri della Sardegna, l'invasione dei Vandali che depredavano gli averi dei pastori e contadini deportando i più giovani per ridurli in schiavitù. Verso la fine del I millennio l'arrivo dei Monaci Benedettini diede nuovi impulsi insegnando nuove tecniche per lo sfruttamento terriero proponendosi come guide spirituali costellando il territorio di monasteri. Nel 1323 gli Aragonesi con circa 100 navi approdarono a Porto Botte nel Golfo di Palmas ed iniziarono a conquistare l'Isola, dominio che durò circa 400 anni.

Il Casta a proposito di Giba scrive: << Il significato di questo nome è di provenienza araba: in quella lingua infatti Gibel o Ghebel significa gobba. Ma il paese attuale si estende su una vasta pianura e non su un monte gobboso, per cui non vediamo il motivo di questo appellativo>>. La tradizione fa risalire la fondazione di Giba a Genserico, re dei Vandali, che l'avrebbe fondata intorno al 500.

AMBIENTE E TERRITORIO: dal punto di vista ambientalistico, il territorio di Giba è piuttosto interessante, adagiato su dolci colline si affaccia sul golfo di Palmas, dove oltre ad una spiaggia esistono degli stagni dove si possono osservare con relativa facilità i fenicotteri rosa, gli aironi, le garzette, le avocette, i cavalieri d'Italia, il timidissimo e riservato pollo sultano ed il raro falco di palude. Un altro posto da visitare è il lago artificiale di Monte Pranu nato negli anni 50 per scopi irrigui dove si può praticare in tutta tranquillità la pesca d'acqua dolce trovandovi le trote, carpe e gattucci.

Villarios: è il centro più prossimo all'antico punto d'imbarco di Porto Botte. Si tratta di un paese che ha seguito la storia del maechesato di Palmas, assumendo anch'esso il titolo di marchesato. Il suo nome sta a significare la presenza di acqua sorgiva (in sardo meglio definiti "scioppadroxius" nei pressi della villa.

Masainas: da <<Malas ainas>> che significa <<malefatte>>. I più anziani nel confermare questo significato sostengono che nei luoghi dove oggi sorge l'abitato un tempo si compivano continue scorrerie e omicidi. Sant'Anna Arresi (Porto Pino): questo nome, secondo La Marmora, trae origine da un antico e importante nuraghe che si chiamava al pari della piana Aresi e da una chiesetta dedicata a S. Anna realizzata verso la fine del 1700 coi massi del nuraghe e consacrata nel 1805

Piscinas: E' un piccolo centro di soli 936 abitanti con un’estensione di 16,49 kmq. Si trova a 80 m s.l.m. Probabilmente l’origine del suo nome deriva dalla vicinanza col mare.Il paese si estende lungo la chiesa parrocchiale. È caratterizzato, come molti centri vicini, da piccole abitazioni di un solo piano con ampio cortile sul retro. Il paese ha un antica tradizione artigianale, soprattutto per quanto riguarda la lavorazione delle stuoie di canne sarde cucite con filo zincato.

 

Perdaxius: si tratta di un nome dalla presumibile origine << pietroso >> (perdaxiu) una zona cioè ciottolosa, forse ciò dovuto al vicino scorrere del corso d'acqua rio Perdaxius e quindi alla particolare conformazione del terreno.

Villaperuccio: ( anticamente Peruccio o Villa Peruzzi) è certamente uno di quei centri sorti nel Sulcis dopo l'avvento dei monaci tra l'11° e il 12° secolo. Di Villaperuccio la storia ci fa conoscere che esso nel 1323 contava intorno ai duecento abitanti.

Santadi: il nome di Santadi trae origine quasi sicuramente dal punico Sin (luogo) - Duadi (acqua), cioè luogo umido o luogo di acqua. Secondo John Day nella sua opera sui villaggi abbandonati in Sardegna dal trecento al settecento, il nome Santati avrebe avuto origine da Sant'Ada, o Sant'Agata di Zulkes - Sant'Agata del Sulcis. Tuttavia l'intera zona circostante conserva ampie testimonianze della presenza dell'uomo in epoche molto più remote.

Nuxis: come tutti i centri del Basso Sulcis, o comunque a questa regione molto prossimi, anche Nuxis venne toccata solo marginalmente da antichi insediamenti umani. Tuttavia alcuni domus de janas nelle alture e nuraghi, ora completamente diroccati, lasciano chiaramente intendere che dei nuclei di popolazione occupassero anche quella zona.

Tratalias: è uno di quei centri sorti in Sardegna dopo il mille, quando monaci e mercanti invasero l'isola facendo fiorire nuove attività e comunità. Il primo insediamento di questo centro fu la chiesa di S. Maria, che ancora oggi si conserva ottimamente. Essa venne costruita nel 1213 sotto gli auspici del vescovo Mariano Sardo. Detta chiesa, già cattedrale della diocesi sulcitana, costituisce uno splendido esempio dell'architettura romano-pisana che invase la Sardegna nel 12° o 13° secolo nel periodo dei giudicati.

Narcao: secondo un'antica tradizione questo nome trarrebbe origine da una fonte posta sotto un'arco. Ad onor del vero però questo signficato etmologico non coinciderebbe con gli antichi nomi di questo borgo: Nulacadu, Noracado trasformati quindi in Narcau o Narcao.  

 

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Ultimo aggiornamento: 16-09-06